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Base militare sulla Luna

Base militare sulla Luna: utopia o realtà?

 

Esiste davvero una base militare americana sulla Luna?

Sembra una storia uscita fuori da un romanzo di Wilbur Smith, ove nel libro “Cyclops” parlò di una base lunare americana tenuta nascosta per 28 anni e scoperta per pura coincidenza ad una settimana di tempo dalla rivelazione al mondo intero, eppure ci sono alcuni documenti che lascerebbero stuzzicare la fantasia di un’eventuale base sotterranea già edificata oppure di un progetto in cantiere tenuto segretissimo.

Una base sulla Luna: sogno o realtà? Immagine a cura de ilnavigatorecurioso.it

Una base sulla Luna: sogno o realtà? Immagine a cura de ilnavigatorecurioso.it

Esiste un progetto vagliato nel 1959 sotto la supervisione  di Arthur G. Trudeau, generale dell’esercito degli Stati Uniti, chiamato “Project Horizon“, finalizzato alla costruzione di una grossa base militare segretissima che doveva essere conclusa entro il 1966. Il progetto non fu mai realizzato, o almeno così si crede, ma in caso di sua effettiva realizzazione assicurerebbero agli Stati Uniti il primo dominio “stellare” della storia.

Quando il generale Trudeau fu messo a capo di questo progetto, era trascorso poco più di un anno dal lancio del primo Sputnik, il primo veicolo spaziale della storia, bruciando la concorrenza degli stessi Stati Uniti che stavano vagliando progetti simili e altrettanto costosi, quindi si pensò che l’idea migliore per surclassare i russi fosse quella di edificare una base fissa sul suolo lunare, dato che arrivare secondi nella lotta alla conquista dello spazio fosse alquanto in-dignitoso.

Il piano prevedeva la costruzione di una grande base autosufficiente, da usufruire come avamposto per la scoperta degli altri settori lunari ed ulteriori esplorazioni degli astri circostanti, il tutto con una capienza di 10-20 persone , la maggior parte militari. L’operazione, costosissima, non avrebbe avuto neanche grossi ostacoli realizzativi, in quanto si trattava di allineare dei moduli precostituiti nei laboratori sulla Terra.

Per il trasporto di questi moduli si sarebbe fatto uso di razzi Saturn II, all’epoca ancora non perfezionati malgrado fosse una tecnologi all’avanguardia, che sarebbero stati lanciati per ben 75 volte nel giro di 5 anni, per un costo complessivo di 6 miliardi di dollari, una cifra impressionante. Il luogo in cui sarebbe stata edificata doveva essere a prova di meteorite, sfruttando grotte e anfratti naturali, oltre ai più sofisticati mezzi di contenimento e difesa che si potessero utilizzare, assieme ad alcune strutture di forma cilindrica sotterrate per mitigare gli sbalzi termici del nostro satellite.

Per il mantenimento dell’impianto si poteva fare uso di pannelli solari disseminati tutti attorno, ma come zone palpabili per l’insediamento di tale struttura si presero in considerazione tre luoghi, così cita il documento del progetto Horizon: la parte settentrionale del Sinus Aestuum, la parte meridionale del Sinus Medii e la costa sud-occidentale del Mare Imbrium.

Ma perché costruire una base militare sulla Luna? E’ una questione di prestigio inter-galattico, considerando anche il periodo storico in cui le due potenze mondiali vessavano, vale a dire quello della Guerra Fredda. Una base sulla Luna avrebbe potuto essere di grande utilità per rappresaglie militari contro un eventuale allunaggio dei sovietici, vanificando ogni ulteriore diritto di accaparrarsi la proprietà del satellite. Il progetto forse non andò mai in porto perché subentrò il Progetto Apollo, volto verso il primo allunaggio umano della storia. Tale conquista per gli americani fu ugualmente maggiore di quella dei russi, ma non tutti sono convinti che il progetto Horizon non andò mai in porto, anche se non servirebbe più per lo scopo iniziale, poiché nel 1967 fu firmato un patto di non-belligeranza tra le potenze mondiali durante esplorazioni spaziali, su qualunque corpo celeste si tentasse di accaparrarne i diritti.



22/02/2014
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